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Leggende

di Lunedì, 21 Luglio 2014

C’era una volta: leggende e racconti fantastici per un "filò" d'altri tempi

Nome assai indicativo, quello di Rovina di Commezzadura: narra, infatti, la leggenda che quel maso sia l’ultima testimonianza di un antico paese distrutto dopo un’alluvione, forse un castigo divino per punire le streghe della Val di Sole, che in quei luoghi si riunivano nottetempo per trescare col Diavolo. 

Lungo la strada che da Piano conduce a Prefaé si incontra a un certo punto un grosso masso erratico, da tutti conosciuto col nome di sass de la vècla.

A Piano quasi nessuno ancora la conosceva: era una donna giunta in paese da poco tempo per sfuggire a chissà chi; viveva tranquilla e senza recar disturbo in una casupola ai margini del villaggio, lavorando nell’orto e salutando gentilmente tutte le persone che passavano di lì. Ma “buongiorno” e “buonasera” erano le sole parole che uscivano dalle sue labbra.

Molti e molti anni fa, all’epoca in cui la Val di Sole era percorsa solo da tribù nomadi di pastori, esistevano in zona tre castelli. Uno, in vetta al dosso sopra Mastellina, era abitato dalla bella principessa Aulasa, prediletta dagli spiriti buoni dei monti, dei boschi e delle acque. Il secondo, situato a oriente, era il maniero del perfido principe d’Eggiano10; nel terzo, a occidente di Mastellina, viveva l’invidioso principe dei signori di Mestriago.

Una ricca contessa viveva un tempo in una grande casa, che tutti chiamavano mas de Giàn, situata al centro di un piccolo agglomerato di rustici. Avvenne che un giorno dall’alto della montagna sovrastante si staccò una terribile frana, che distrusse il minuscolo villaggio, lasciando miracolosamente intatto soltanto il mas de Giàn.